lunedì 21 ottobre 2013

Esci dal mio corpoooooo

Il mio corpo mi sta mandando dei messaggi...
Sono quasi 2 mesi che combatto con una brutta bronchite e sinceramente pensavo di aver vinto ed invece quello era solo l'inizio.
Una settimana fa è arrivato a trovarmi il raffreddore che in teoria sarebbe pure passato dopo qualche giorno, se non fosse che ha pensato bene di trasformarsi in sinusite, perchè a noi le cose semplici non piacciono!
Ebbene si! La sinusite abita a casa mia da qualche giorno.

Ecco adesso vorrei sapere cosa ho fatto di male, non mi sembra di aver offeso qualcuno! Allora perché?

Insomma sono un po' infastidita da questa situazione perché oltre ad aver dovuto rimandare il transfer previsto ad ottobre, e se continua così dovrò rimandarlo ulteriormente, oltre a non aver potuto conoscere finalmente Simone di Nina,(dovevamo vederci ma ho preferito evitare per non attaccare germi a quella meraviglia), il mal di testa che accompagna le mie giornate mi impedisce di seguire le amiche che in questi giorni sono in attesa...

Perciò amiche del web, ve lo dico così

          IO VI SEGUO IN SILENZIO, MA VI SEGUO
 

mercoledì 9 ottobre 2013

L'affido

Eccomi! Mamma affidataria infertile presente! Scrivo questo post dopo aver letto quello di Madness
Partiamo dalla cosa più importante: l'Affido è il più bel gesto d'amore che possiate fare verso il prossimo!
E' amore senza possesso.
E' aperto a tutti, ma non è per tutti.
Per diventare genitori affidatari bisogna fare un corso che ti permette di capire davvero se l'Affido è la strada giusta. Si viene valutati e se si ha la fortuna di essere seguiti da un team di esperti valido l'affido può diventare l'esperienza più bella della vostra vita.
E' importante fare l'abbinamento giusto, un adolescente con problemi comportamentali non dovrebbe essere inserito in una famiglia con altri adolescenti. Ma questo non sempre avviene e proprio per questo molti affidi falliscono.

Detto questo vi racconto la nostra esperienza

L'Affido ha cambiato la nostra vita ma il nostro è un affido particolare. I bambini erano nella casa famiglia dove lavoro, con la mamma. L. aveva 2 anni e F. ancora non era nato. Ci sono stati circa 3 anni. Quando è arrivato il Decreto del Tribunale abbiamo avuto difficoltà a trovare una famiglia che prendesse due fratelli così piccoli. C'era la possibilità di dividerli ed è a questo punto che io ed Andrea ci siamo fatti avanti. 
Non prima perchè io per loro ero l'operatore della casa famiglia. 
Non prima perchè noi non avevamo fatto ancora il corso per l'affido ma una separazione di due fratelli così uniti era impensabile e crudele e non si poteva perdere tempo.
Abbiamo fatto i colloqui vari e siamo diventati i genitori affidatari di L. e F.

Il nostro affido molto probabilmente durerà per sempre. Non ci sono i presupposti per il rientro in famiglia.

Lo rifarei? Sicuramente. Anche quando ho i momenti di sconforto li vedo sorridere e tutto passa. Mi ricordo del perchè l'abbiamo fatto e la loro felicità è la risposta.
E allora cosa voglio dire con questo post? Voglio dirvi la stessa cosa che ci ha detto l'assistente sociale che si occupa delle famiglie affidatarie nella nostra zona. "Ok, hanno pensato ai bambini, ma a voi che ci ha pensato?"
Ecco non pensate che negli affidi i genitori non siano importanti e che l'unica cosa che conta siano i bambini. Se i genitori non sono seguiti si crolla e ci sono stati tanti casi di affidi falliti con i minori rispediti al mittente. Ed il fallimento non riguarda solo coppie senza figli. 
Io questa domanda me la ricordo ancora e ricordo anche quello che ci ha detto dopo. 
"Voi siete una coppia con problemi di concepimento. Vi affidano due bambini così piccoli che forse era più opportuno dare in adozione (ma questa è un'altra storia). Voi li amerete come se fossero i vostri. Resteranno con voi degli anni. Poi arriva un giudice che dice: Non ci sono i presupposti per un rientro in famiglia, mandiamoli in adozione. E magari ve li tolgono, perchè voi non avete fatto tutto l'iter dell'adozione, o magari vi chiedono se volete adottarli, o magari resterà affido tutta la vita."

All'inizio mi ha infastidito il suo discorso ma poi ho capito. Ci voleva proteggere da una delusione, noi che non abbiamo figli e che forse ci siamo fatti prendere dalla situazione e dal desiderio di dare il nostro amore a due bambini.
E se questo distacco un giorno dovesse arrivare sarà più dura per noi rispetto ad una coppia con dei figli.

Questo mi sento di dirti anch'io cara Madness...e se dopo aver letto le mie parole sei ancora più sicura allora fallo, l'Affido ti da tanto, ti cambia, ti insegna ad amare senza pretendere di essere amata. 
Buttatevi in questa avventura perché anche se per noi, coppie diversamente fertili, il distacco può essere dolorosissimo, vale  sempre la pena vedere il sorriso di quei bambini! 

Postilla
Lei, l'assistente sociale, è rimasta accanto a noi. Questo è fondamentale! Sapere di poter contare su qualcuno che ti ascolta quando sei in difficoltà, anche per delle stupidaggini. Lei per noi c'è sempre!


venerdì 4 ottobre 2013

Tanti auguri a me

Sono le 23.16 ed è ancora il mio compleanno. Quest'anno è diverso, quest'anno lo festeggio!
Domani farò una festa con la mia famiglia e qualche amica...non voglio più passare un anno senza festeggiare questo giorno. L'ho fatto nel passato ma adesso basta. Cavolo oggi sono nata io, non un'altra, IO ed anche se so che dovrei festeggiarmi tutti i giorni perché ogni giorno è importante, nella realtà questo non avviene perché viviamo in modo frenetico e non abbiamo mai tempo per fermarci e pensare a noi stesse, almeno io. 
Ed oggi ho cucinato tutto il giorno e adesso sono stanca morta ma sono felice perché domani avrò accanto a me le persone importanti, quelle che contano. 
Ed è per questo che mi sono ridotta all'ultimo per scrivere questo post disordinato e senza un filo logico ma nel frattempo si sono fatte le 23.27 ed i miei occhi stanno per chiudersi...
Quindi
TANTI AUGURI A ME E CHE TUTTI I SOGNI POSSANO AVVERARSI! 

mercoledì 2 ottobre 2013

21 anni d'amore

 21 anni fa la nostra promessa: ci saremmo amati per sempre...
Sono passati tanti anni e abbiamo fatto le nostre esperienze. Non siamo stati insieme fisicamente per tutto questo tempo ma nel nostro cuore sapevamo che eravamo fatti l'uno per l'altra.
Il nostro primo bacio me lo ricordo ancora, così tenero, delicato. Io così bambina ed ingenua, nonostante i 17 anni. Tu che sei cresciuto troppo in fretta per colpa della separazione dei tuoi (per niente pacifica). 
È proprio vero che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano...
Tanti auguri amore mio.




venerdì 27 settembre 2013

Non tutti i mali vengono per nuocere

Mi sono beccata la bronchite!
Ecco adesso tutti i miei programmi sono andati a farsi benedire, perché non ci penso proprio a fare il transfer con tutti gli antibiotici e medicinali vari che ho preso e che ancora sto prendendo!
Sono tre settimane che ci combatto e ancora non mi passa. 
Comunque non tutti i mali vengono per nuocere e così ho deciso di approfittare di questa pausa forzata per cominciare una cosa che avrei dovuto iniziare da tanto. Finalmente mi sono decisa e sono andata dall'osteopata!
Ebbene si...l'ho fatto e sono felice...
Voglio arrivare al transfert nel migliore dei modi, fisico e mentale. Perché lui, l'osteopata, mi fa parlare e mi aiuta a tirare fuori tutto lo stress e le preoccupazioni che ho dentro (o almeno speriamo ci riesca). 
Abbiamo parlato delle cose che occupano i miei pensieri e naturalmente il discorso è finito li. Questo figlio che non arriva e che ha condizionato la mia vita e di conseguenza quella della mia famiglia. Mi ha chiesto se secondo me i figli sono solo quelli che concepisci e porti in grembo. Ho detto di no, sono convinta di questo. Un figlio diventa figlio nel momento in cui ti occupi di lui, lo educhi, lo aiuti a crescere. Anche se non lo partorisci tu. 
E naturalmente la domanda successiva è stata: Ma voi avete già due bambini che state crescendo, educando...perché allora intestardirsi nel volere un figlio biologico a tutti i costi?
Ecco, perché?
Perché io per loro sono e sarò sempre una seconda mamma. Perché l'affido è questo ed è giusto che rimanga così. Noi non ci siamo buttati sull'affido per la mancanza di figli nostri. Noi ci crediamo davvero in questo Istituto. Crediamo sia importante aiutare dei bambini ad avere un futuro sereno, anche per poco tempo ed anche se sarà doloroso il distacco. 
Ed anche se questo affido è diverso dagli altri perché al 99% loro resteranno sempre con noi, io sono e sarò sempre un seconda mamma. 
E poi perché fai dei progetti e fai delle scelte importanti. Io ho smesso di giocare a volley per questo. Abbiamo deciso che era arrivato il momento di concretizzare i nostri sogni e non potevamo farlo continuando con lo sport. Certo non avrei continuato ancora per molto, vista l'età, però altri 2/3 anni si è questa cosa mi fa arrabbiare. 

Ecco qual'è il problema: io sono arrabbiata. Ma questa rabbia la tengo dentro e mi logora. Sono tesa tutto il giorno e tendo ad accumulare lo stress sulla schiena, alla base del collo, sul ventre.
Mi ha manipolato un po' e quando mi sono alzata dal lettino ho avvertito un senso di leggerezza, soprattutto in testa. 
Lui mi aiuterà a rilassarmi e lavorerà per farmi arrivare al transfer senza tensioni, neutra. 

Sono uscita da li sicura che sarà tutto diverso sapendo però che il primo passo devo farlo io. 

È il nostro ultimo tentativo, sono sicura. 

L'avevo già accennato ma nelle ultime settimane avevo cambiato idea parecchie volte, forse per la paura di un nuovo fallimento. Ed invece adesso ho capito che devo essere pronta a voltare pagina. Lo devo a quei bambini che ultimamente mi vedono sempre pensierosa e distante. Lo devo a mio marito che negli ultimi 5 anni mi ha assecondato in tutto ed ha sopportato i miei stati d'animo, ma che è arrivato al capolinea. Lo devo a me stessa e alla mia vita che deve ricominciare indipendentemente da tutto. 


sabato 14 settembre 2013

Una storia a lieto fine

Oggi vi voglio raccontare una storia. 
Una di quelle belle, con il lieto fine.
 
Lui: uomo sui 45 anni, allenatore di pallavolo, relazione difficile con una donna della sua età. Cercano un figlio ma non arriva. Dopo 19 anni si lasciano. La ricerca di un figlio è stata così intensa e dolorosa che alla fine li ha divisi. 

Lei: donna di 34 anni, giocatrice di pallavolo. Single. 

Io: Giocatrice di pallavolo. Compagna di squadra di lei, atleta della squadra di lui. 

Nel 2007 io e Andrea ci sposiamo e andiamo a vivere insieme. Non è così scontato quando sei un'atleta professionista. Tante mie colleghe dopo il matrimonio hanno continuato a giocare lontano dalla famiglia. Io no. Io mi sono sposata per vivere con lui.
La scelta della squadra è stata naturale: il più possibile vicino a casa nostra. 
Ed è durante quell'anno che ho conosciuto Lui e Lei. All'inizio non c'era niente se non una tenera amicizia. Col tempo questa amicizia ha iniziato a prendere una strada diversa fino a portarli dove si trovano adesso: in una casa insieme con una bimba in arrivo. 

Ieri sera siamo andati a trovarli. È nata una bella amicizia con loro. 
Abbiamo cenato, chiacchierato, ricordato i bei tempi. E naturalmente abbiamo finito per parlare della bellissima emozione che stanno vivendo. Lui, un omone alto quasi 2 metri completamente fuori di testa per quella pancia che culla la sua bambina. 
Lui sa tutto del nostro percorso. Sa quello che abbiamo affrontato e si è sempre preoccupato che non diventasse una fissa per noi. Lui sa cosa significa non parlare più se non del figlio che non arriva. Lui sa di come i rapporti finiscono quando l'unica ragione per cui esistono è il desiderio di un figlio. 
La sua paura è legittima ma noi siamo diversi. Io e Andrea ci amiamo aldilà di tutto. Con un figlio o senza non importa ma è sempre bene ricordarselo ogni tanto. 

Comunque il fatto è che anche loro hanno dovuto ricorrere alla Pma. Hanno fatto una Fivet, una sola. E a gennaio nascerà una bella femminuccia. 
E la cosa fantastica è che anche l'ex compagna di lui è incinta e a febbraio diventerà madre di un maschietto. 

Mentre parlavamo del loro percorso mi sono accorta di quanto sapessero poco della Pma, o sarebbe più giusto dire che loro sapevano il necessario. Sono io quella che sa troppo. Quella che sa anche ciò che non le compete. Lei ha affrontato un pick up e un transfer senza avere la minima idea di cosa stesse facendo. E l'ho invidiata per questo. Perché sapere troppo non va bene. 

Postilla: ieri mi sono decisa finalmente a chiamare il centro per le blastocisti congelate. Se è tutto ok ad ottobre andiamo a riprenderceli!
Pauraaaaa!!!! 

mercoledì 4 settembre 2013

Perché non ti fai chiamare mamma?

Ore 16.00
Vado al centro estivo a riprendere i nanetti e mentre aspetto mi metto a parlare con una bambina di 6 anni. Era seduta con il viso imbronciato e così non ho resistito, mi sono avvicinata e le ho chiesto:"Martina cos'hai, perché non giochi con loro?"
E lei:"Perché fanno sempre giochi che a me non piacciono!"
Ed io:"Gioca prima a questo gioco e poi cambiate."
E lei:"Tu sei la mamma di Francesco e Lorenzo?"

Io:"Si"

PAUSA

Lei:"La seconda mamma."

PAUSA (nel frattempo Francesco, il più piccolo, si avvicina)

Io:"Si, la seconda mamma."

PAUSA (durante la quale mi guarda ma la sua testa stava preparando la domanda successiva)

Lei:"E perché non ti fai chiamare mamma?"

PAUSA (io e Francesco ci guardiamo)

Io:"Perché Francesco dice che il mio nome è bellissimo e quindi vuole chiamarmi così!"

PAUSA (ci guarda pensierosa. La mia bugia non la convince)

Francesco:"Perché la mia mamma vera si chiama S.

Lei:"Ma adesso la tua mamma è lei!"

Francesco:"Alessia è la mia seconda mamma. La mia prima mamma è S. Capito?"

PAUSA

Lei:"Vabbè, ci vediamo domani. Ciao."

Ho sempre saputo che prima o poi qualche bambino avrebbe chiesto ai nani perché non mi chiamavano mamma. È successo diverse volte e loro hanno sempre risposto dicendo la verità: Nostra madre adesso non può occuparsi di noi ed ha chiesto ad Andrea e Alessia se potevano farlo loro. Così viviamo a casa loro, Alessia è la nostra seconda mamma, Andrea il nostro primo papà, perché il papà papà non lo conosciamo. 

Non fa una piega!

Voi direte: e quindi? 
Il fatto è che nessuno mi aveva mai chiesto perché non mi facevo chiamare mamma! Sembrava quasi un'accusa!
Come se dipendesse da me. Come se io non volessi! 

Tra bambini è più semplice, loro non mentono, dicono la verità e finisce tutto. 
Oggi io ho mentito ad una bambina perché non avevo una risposta! 
È come quando ti chiedono come mai ancora non hai figli e tu rispondi che è troppo presto, che non è il momento, e cazzate simili. 
Ma ai bambini non puoi mentire, ti sgamano subito. 
Per fortuna che Francesco è venuto in mio aiuto ed ha risolto la questione.